Il ragazzo del destino di Maria Elena Gattuso


TITOLO LIBRO: Il Ragazzo del destino
AUTORE: Maria Elena Gattuso


"Non è importante se vinci o se perdi ma in che modo giungi a una delle due vie. Se sai di essere
destinata a perdere e ti arrendi subito, è un conto; se invece perdi sforzandoti di lottare, è tutta un'altra
cosa, perché in questo modo riuscirai a comprendere a fondo il progetto che qualcuno ha designato per
te...".


Maria Elena Gattuso
Cari lettori, oggi vi presentiamo una giovane autrice toscana, Maria Elena Gattuso, che con Il ragazzo del destino, ci porta in un viaggio dove ad affiancarci sono la volontà e il fato. Elementi in costante dialogo e confronto.
L'opera, presentata presso il Palazzo dei congressi di Pisa, in occasione del Pisabookfestival è stata adottata presso il liceo linguistico Giovanni Bertacchi di Lecco, come testo formativo.


INCIPIT:

"Quel giorno sarei dovuta morire. Quel giorno sarei andata direttamente al Creatore. O forse me lasarei cavata con un trauma cranico e un paio di costole rotte.E invece no. Il Destino aveva altri progetti per me.Voi credete nel Destino?Io lo combatto, o almeno ci provo. Ma per quanto mi sforzi ètutto inutile. Mi sconfigge sempre.E questo fatto mi brucia da morire.Mi chiamo Rebecca Laida e all’epoca avevo sedici anni.Lasciate che vi racconti la mia storia


Capitolo 1

Mercoledì 22 settembre 2004

Dario era tutto. Ogni singolo filo d’erba. La luce che trapelava dalla finestra della mia stanza. Il respiro affannato di chi ha sfidato il tempo correndo. L’acqua dissetante e pura di un ghiacciaio. La terra brulla sotto i passi incerti di un bambino. Il suono del vento che accompagna i ricordi. Le spighe di grano ormai secche... possedeva una freddezza di cui molti avrebbero fatto anche a meno. Dario era il niente. Il silenzio funesto che segue una risata. L’avvenire senza ritorno. Il grido di chi non ha voce. La melodia di un pianoforte scordato. Il profumo di una torta insapore. Dario era il tutto e il nulla nel medesimo istante. Il mondo attraverso i miei occhi aveva la sua interpretazione. E io l’amavo, come lo amo tuttora (...)"



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