![]() |
| Vanja: La Fata strafatta |
Narra le vicissitudini di un disoccupato con seri problemi relazionali ed al limite dello psicotico.
In un giorno qualsiasi il protagonista, abitante di un immaginario paesetto dagli usi e costumi piuttosto insoliti (dove i bambini, ad esempio, sono costantemente intenti a correre in cerchio per una ragione assolutamente spassosa) si ritrova a camminare in un bosco popolato da personaggi davvero assurdi tra cui appunto Vanja: una stranissima fata che vola grazie alle sue potenti flatulenze. Tra questo ed altri personaggi davvero originali (da sottolineare Frank il Casellante, piccolo ometto che saluta sputacchiando e Gunga, una maga alter-ego di Vanja che, accompagnata a suon di sfottò dal suo in-fido cane parlante cercherà, con scarso successo, di mettere i bastoni fra le ruote al protagonista ) si dipana una storia divertente ma inquietante, di certo straniante. Il percorso del protagonista all’interno di questo mondo nonsense è un crescendo di follia. Follia alla quale Lud Mills alla lunga si conforma, allegoria della vita portata sulla carta in maniera alquanto sottile. Il libro è umoristico nella sua base e, se letto superficialmente, potrebbe rimanere un testo essenzialmente comico, tuttavia la risata è spesso e volentieri causata dai giochi di parole dell’autore e dal suo accanirsi - divertirsi con gli assiomi della nostra lingua, trascinando le parole in un turbine matto e piacevole che crea sovente cervellotici loop logici. Certamente non superficiali.

0 Lascia la tua opinione:
Posta un commento