Alfonso Cernelli, Percezione dell'Inverno

AUTORE: Alfonso Cernelli
TITOLO: Percezione dell’inverno (Aletti editore)
DATA DI PUBBLICAZIONE: Marzo 2010
  
Percezione dell' Inverno
Vincitore del premio Nicola Zingarelli 2010 per la sezione Romanzo edito, il giovane Alfonso Cernelli pubblica Percezione dell' inverno, romanzo d'esordio  ambientato in una indefinita città del Mezzogiorno, negli anni successivi alla seconda guerra mondiale.
L’autore, attraverso la metafora dell’inverno che avanza, ha voluto narrare il drammatico passaggio dall’età infantile della spensieratezza, all’età adulta, l’età delle responsabilità e della consapevolezza. In questo senso, la “percezione dell’inverno”, altro non è che la percezione che qualcosa sta cambiando, che la verde età dei giochi e dei sogni è finita, travolta dall’inesorabile incedere del tempo. Protagonisti del romanzo sono il narratore (il cui nome non ci viene rivelato) ed il suo inseparabile amico Santiago.
Quest’ultimo può essere definito come una sorta di “amico universale”, come l’amico che tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo incontrato. Egli, come è scritto nella quarta di copertina, “è uno sbruffone carismatico, sognatore sbandato, maestro di vita e di pensiero”. Attraverso la descrizione delle avventure che i due amici vivono, vengono trattati temi profondi: i due incontrano personaggi bislacchi, a volte onirici, ma sempre espressione di un’umanità dolente alla ricerca di un proprio posto nel mondo. E così i due giovani amici, proprio attraverso questi incontri, sperimentano la sofferenza, la solitudine, l’amore per l’arte, il fallimento, la morte, la passione politica, la guerra. Tutto ciò scava un segno profondo nelle loro anime, il segno del tempo che passa, li fa crescere e li porta lontani l’uno dall’altro.

In questo senso va interpretata l’immagine finale della nave che molla gli ormeggi e parte verso terre lontane, allontanando per sempre l’amico Santiago dalla città dove era cresciuto, dal luogo che aveva cullato i suoi sogni infantili.

Un libro divertente ed a tratti struggente, che, come è scritto nella motivazione redatta dalla giuria del premio Zingarelli, attraverso “una lettura gradevole e profonda, stimola in modo chiaro ed immediato le riflessioni sull'imbelle, ma inesorabile, affannarsi dell'umanità verso mete e principi vani ed inconsistenti”.

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